OIDA_ lo sguardo che conosce
Performance itinerante site-specific
Concept: Elena Pisu, Francesca Cinalli, Paolo De Santis
Performers: Elena Pisu, Francesca Cinalli
Paesaggi sonori: Paolo De Santis
Costumi e allestimenti: Francesca Cinalli
Installazioni e video: Chiara Jadore Cacciari
Produzione Tecnologia Filosofica con il sostegno di Tamtamdo / Festival Mater / Festival Narrazioni Parallele
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Vedere non è solo vedere: ogni sguardo necessita di un occultamento, di un velo che in parte lo ostruisce.
Ogni luce, che veicola la vista, partecipa di una dimensione di notte, di ombra.
In questa performance due danzatrici e un musicista propongono un gioco in cui ogni spettatore è chiamato ad allenare lo sguardo in repentini e inusuali cambi di prospettiva.
Dove si svolge l’azione? Come si guarda la danza che sta accadendo? Come si intende la musica che abita lo spazio?
La performance nella sua dimensione itinerante è pensata per allenare lo sguardo di chi attraversa paesi, borghi, villaggi montani:

ecco allora che il borgo si fa corpo, in costante cambiamento: sbirciare da pertugi, guardare in lontananza, trovare la prospettiva e il punto di osservazione, fanno parte di questa singolare esperienza di fruizione, nella quale ciascun osservatore sarà accompagnato ma sarà anche il creatore della cornice del suo sguardo.

La performance è preceduta da una micro-residenza nel borgo fatta di sopralluoghi e interviste agli abitanti, volte a raccogliere voci e sguardi che diventeranno centrali nella rielaborazione artistica per una chiave di rilettura del borgo fruibile nell'itinerario.
Un invito a vedere con altri occhi, ad ascoltare con altre orecchie, i luoghi e le comunità che li abitano.

